sabato 21 febbraio 2009

E grido forte Yehee yehee

Zucchero - E' delicato

venerdì 20 febbraio 2009

giovedì 19 febbraio 2009

martedì 17 febbraio 2009

I'd love to turn you on

Beatles - A day in the life



lunedì 16 febbraio 2009

giovedì 12 febbraio 2009

quando vuoi quello che non sei te ricordati di me…forse non ci credi

Patty Pravo - E dimmi che non vuoi morire

mercoledì 11 febbraio 2009

E' tutto nel riuscire a conservarsi un uscio per uscire(o entrare?)

Timoria - Male non farà

martedì 10 febbraio 2009

Burppppp

Quintorigo - Rospo

domenica 8 febbraio 2009

I want to say one more last thing

Jimi Hendrix - Voodoo Child

giovedì 5 febbraio 2009

Sei piu sincera quando dici una bugia

Claudio Baglioni - Via

mercoledì 4 febbraio 2009

Siamo dappertutto

Nick Drake - From the morning

martedì 3 febbraio 2009

Sono uno strano uomo che può frequentare solo te...

Piero Ciampi - L'amore è tutto qui

giovedì 29 gennaio 2009

Last Post o Lost Past?

Questo blog chiude. 

E con esso i suoi posti vanno in soffitta, ad ingiallire.
A prendere ragnatele, come quelle in un terrazzo.
I suoi posti di parole e note.

LE PAROLE
Questo blog doveva essere una casa di campagna dove pochi intimi amici si riunivano a bere del buon vino.
E' diventato un centro commerciale dove le persone si scontrano con i carrelli con dentro la loro spesa.

Questo blog doveva avere posti nascosti.
Ha avuto posti abusati.
Questo blog dovevo essere io, io e io.
E' diventato altri.

Questo blog non è più un blog.

Questo blog è un boomerang.

E un boomerang torna sempre all'inizio.

Questo blog ha avuto inizio per celebrare la presenza di una persona meravigliosa nella mia vita.
Una persona senza ombre. Una persona appassionata e passionale.
Una persona buona nel lavoro e capace nella vita. Una persona capace nel lavoro e buona nella vita.
Una persona con la G maiuscola. Il first G.

Questo blog avrà fine con le parole di un'altra persona con la G maiuscola. Il last G.
Avrà fine parlando di Me.Quello vero.Quello che riscopri nei pensieri di un signor G. 
Ma anche di un .G(sta battuta era nell'aria su...).

Il Last G scrive del signor M:

Michael TiHoCan(il signor M), fabbro di talento, amico sincero e leale. Chain(il signor Last G ndr) l’aveva notato quando per la prima volta era passato velocemente per la fabbrica poco tempo dopo l’inizio della sua missione. Avevano scambiato poche parole, ma bastarono a Chain per apprezzare l’entusiasmo di quel giovane apprendista e sentirsi in sintonia con lui. Quando Chain iniziò a lavorare regolarmente nella fabbrica, ebbe modo di coltivare quel rapporto. Ne apprezzò il genio, ne comprese la sregolatezza, si affezionò a quella sua primitiva purezza di cuore. 


Il last G, con il suo cuore limpido e chiaro era riuscito comunque a vedere il nero che riga il cuore del signor M. 
E di questo il signor M ne era felicissimo...

LE NOTE
Questo blog ha avuto inizio con il signor J. 
Questo inizio è stato modificato. 
Spogliato dalle  imprecisioni, i refusi, le distrazioni.
Corretto.

Questo blog avrà fine con il signor J.
Con un suo guanto, che ho fatto dono a chi, spero, sarà capace di trattarmi come l'inizio modificato.
Spogliato dalle imprecisioni, i refusi, le distrazioni.
Corretto.
Finisce con un guanto.E due mani dentro.
Finisce in un treno.
Finisce sul tardi.

Finisce in un punto che può essere un nuovo inizio per me.
Questo blog, alla fine, è un cerchio.

Jeff Buckley - Last Goodbye

mercoledì 27 agosto 2008

Vespando verso Nord

Dolomiti, sulla strada che da Misurina porta a Brunico.
Avevo tempo.Dannatamente tempo. Avevo tutto il tempo che volevo...
Avevo un'alba gelida che scendeva dalla montagne. Avevo 7 maglie.
Avevo freddo e la mani già tremavamo.
Avevo la possibilità di scegliere gli svincoli. Le strade. I passaggi. Le gallerie.
Dove fermarmi a pisciare.
Ho sempre cercato di pisciare all'aperto.
Ho anche pisciato su una rotanda a metz, vicino Strasburgo. Mentre i francesi applicavano rigidamente il concetto di dare la precedenza sulle rotonde, fermandosi anche piu del dovuto a gustare lo spettacolo.
Avevo ogni cosa, insomma.
E in quel momento di appartanenza al mondo, l'ipod passa 'Altrove' di Morgan.
Aggiungendo perfezione alla perfezione.
La urlai ai monti. Ai laghi. A me stesso.
Mi dissi Felice. Davvero Felice.
Felice di Ascoltarla. Felice di essere Felice.
Felice di avere una vespa.
Una Vespa che rende Felici. Fino a due persone.
Solamente due persone.

mercoledì 7 febbraio 2007

L'usignolo ventriloquo


Jeff Buckley - Grace - 1994





Non credo che Jeff avrebbe potuto bissare o addirittura migliorare un album come Grace se fosse sopravissuto al Mississipi.
Quest' album è un manifesto della malinconia degli anni '90, malinconia che viene profusa da vocalizi sperimentali di rara bellezza e profondità.
Proprio con un vocalizio da ventriloquo parte Mojo Pin, la traccia iniziale che rende subito il timbro dell'album intero.
Jeff è ispiritassimo attraverso l' arpeggio leggero della TELECASTER(HAI RAGIONE, SEI CONTENTA?) che accompagna le parole a tratti sussurrate(non può essere altrimenti, lui è distesto sul letto).
Ad un certo punto però i ricordi bruciano e Jeff irrobbustisce la sua voce in modo tale che il concetto passi prima attraverso il cervello per poi arrivare al cuore... la chitarra si innervosisce e la voce si imbastardisce fino al miglior Waits: il concetto ora è chiarissimo: poesia sì ma con le palle! Per capire vi consiglio di ascoltare la versione
suonata a Glastonbury nel 95 qui.
Il 'solito' arpeggio apre la title track Grace che rappresenta uno degli episodi meno riusciti dell'album.
La sua voce non rischia più di tanto e il tappeto musicale stenta a partire, risultando alla fine un pò monotono; alcuni falsetti non migliorano certo la situazione, anzi...
Non c'è da disperare. E' solo un passaggio a vuoto che si può certamente giustificare.
Last Goodbye è una ballata di rara raffinatezza! Lo slide di chitarra viene subito sostenuto da un giro di basso e poi la batteria che chiude il quadro: non c'è bisogna d'altro. Jeff canta di un amore finito...forse. Già ci sono stati degli addii ma questo sembra essere l'ultimo...sembra.
Ad un certo punto irrompe il desiderio e come Catullo secoli fa, Jeff prega la sua Lesbia di baciarlo e ovviamente utilizza la sua arma migliore: la voce.
Liliac Wine è una cover di Nina Simone: Jeff riesce a farne un capolavoro con i suoi acuti che risaltano su un arrangiamento scarsissimo. E' una canzone che ti entra nella ossa e ti rende brillo: non puoi opporvi resistenza alcuna. Intensissimo è il passaggio tra strofa e ritornello dove tutto si appiana e si calma nella tranquillità dipinta sotto un bicchiere di vino lillà e un camino acceso.
Da ascoltare anche la versione, sicuramente più 'naif' ma comunque valida, di
Katie Melua.
La poesia realistica la fa di nuova padrona in So Real che parte con il solito riff scarno di elettrica i cui accordi sono sempre legati da slide.
Ci si ama ma attorno c'è una puzza di una fabbrica...ma per fortuna è tutto cosi reale e si può resistere all'odore
nauseabonda per un amore REALE.
E' la volta di un'altra cover, ancora di un mostro sacro del songwriter come Leonard Cohen.
Hallelujah è un gospel da cattedrale ma ancora maleddetamente reale. Ormia la voce di Jeff non ha più limiti e sembra che stia parlando direttamente con Dio.
E' la volta della Ballata del disco:
Lover, you should've come over.
L'incipit è affidato alla fisarmonica che prepara il terreno al loop di acustica che sostiene tutta la canzone.
Ormai il modello è chiaro e in questo pezzo raggiunge tutta la sua maturità: Jeff riesce a creare un crescente pathos modulando a suo piacere la sua ugola, sottolineando i momenti difficili cosi da amplificare il ritorno alla speranza: non è dato da sapere se ci sarà un lieto fine, ma l'essenziale è sperare ed aspettare poichè non è mai tardi, darei il mio regno per baciarti sulla schiena...amore, dovresti venire sopra poichè non è mai troppo tardi.
L'episodio successivo
Corpus Christi Carol risulta essere un esperimento per Jeff, che si cimenta ancora una volta con un gospel, ma questa volta non riesce ad essere penetrante come in Hallelujah e la struttura rimane un pò chiusa e inaccessibile.
Eternal Life spiazza con il suo intro quasi hard, ma i toni vengono smorzati appena entra in scena la voce del nostro che trascina su lidi più tranquilli l'arrangiamento stesso.
Questa volta non si parla di amore per una singola persona, bensi per il mondo intero: rimane ancora il senso di speranza affidato all'angelo eterno: Cosa è l'amore, dove la felicità, cosè la vita, dove è la pace? Ancora una volta, Jeff non si illude di dare risposte bensi si limita a porre delle domande attraverso le quali possa espiare la sua malinconia.
L'album si chiude con Dream Brother, che segue molto la struttura di Eternal Life, senza però risultarne una banale emulazione. L'intro suona molto folk-country ma apre solo la strada al solito pattern della chitarra, ormai riconoscibilissimo.

Album bellissimo, senza genere nè tempo. Da amare, per amare...e per sperare.
9/10
Track list:
  1. Mojo Pin
  2. Grace
  3. Last Goodbye
  4. Liliac Wine
  5. So Real
  6. Hallelujah
  7. Lover You Should've Come Over
  8. Corpus Christi Carol
  9. Eternal Life
  10. Dream Brother
Per tornare alle fine: http://gissound.blogspot.com/2009/01/last-post-o-lost-past.html